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SILENTPLAY VICENZA
Molino Casarotto
L'importanza archeologica di queste zone del lago ma di tutte le valli di Fimon non è legata solo al mondo delle palafitte ma è legata anche a una frequentazione da parte di comunità umane molto più antiche. Nel periodo cosiddetto del Neolitico, quindi, le prime comunità che praticano l'allevamento e l'agricoltura si insediano in vari punti del Nord Italia e le ritroviamo anche nelle valli di Fimon. Di queste comunità abbiamo molto materiale che è stato ritrovato durante gli anni della Seconda guerra mondiale, quando per ricavare del combustibile, più di un migliaio di operai si dedicò all'estrazione della torba dalle valli di Fimon. Gastone Trevisiol, che era un geometra del Genio civile, posizionò in maniera molto precisa su una mappa un ritrovamento che alcuni cavatori di torba gli dissero di aver fatto. Gli dissero che avevano trovato un focolare, delle selci, gli fecero vedere il punto. Da questa informazione, del 1943 scaturì uno scavo archeologico fatto tra il 1969 e il 1972 dal professor Broglio e dal professor Barfield. Uno scavo italo inglese che mise in luce i resti di tre case o aree di abitazione che sono state datate al Neolitico medio, quindi a circa 4500 anni prima di Cristo, quindi più di 2000 anni prima delle palafitte viste da Paolo Lioy. Nel 2019 come Università di Padova, con degli studenti abbiamo fatto una serie di carotaggi. Il professor Broglio venne a trovarci in campo e ci indicò una porzione del sito di Molino Casarotto che non era ancora stata scavata. E in quell'occasione facemmo anche delle interviste a tutte quelle persone che si ricordavano, che ci raccontassero un po' la storia di questo periodo, molto breve in termine cronologico, intorno solo agli anni della Seconda guerra mondiale, ma che ha implicato una trasformazione profondissima della morfologia proprio delle zone delle valli di Fimon, abbassando praticamente il piano campagna di più di un metro. Ed è anche una storia che è legata a moltissimi rinvenimenti archeologici. Qui poi fu fatto uno scavo ulteriore nel 2024 e questi nuovi scavi ci hanno permesso di identificare un nuovo focolare, di migliorare la datazione del sito, di scoprire che gli abitanti di questo sito conoscevano bene l'utilizzo dei cereali, avendo trovato diversi grani di cereale, ed altre informazioni che con le tecnologie di 50 anni fa non era possibile estrarre dai sedimenti archeologici. Molino Casarotto è un sito del Neolitico medio. Fa parte di una cultura che si chiama Cultura del vaso a bocca quadrata. Al Museo di Vicenza sono conservati degli esemplari di vaso a bocca quadrata sia dagli scavi di Broglio e Barfield, sia anche dalla vicina Val Liona e questo bicchiere rappresenta un momento unificante del mondo neolitico. Al Neolitico antico che è caratterizzato da tanti piccoli gruppi, ciascuno con la propria tipologia di ceramica - quindi noi pensiamo con la propria cultura e con la propria identità - si sostituisce questo oggetto che viene ritrovato in tutto il Nord Italia e anche oltre il Nord Italia, che è appunto il bicchiere a bocca quadrata.
