Promoting Landscape, Accessibility and Culture for Experiential and Sustainable Tourism | ITAT-46-019 | PC Interreg Italia-Austria 2021-2027
PODCAST BRESSANONE
Fuori città, lungo l’Isarco
Ciao, sono Oriana, educatrice ambientale presso il Centro per l’educazione allo sviluppo sostenibile di Novacella.
Ti invito a fermarti un attimo e ad ascoltare con attenzione. Qui, vicino alla città, il paesaggio sonoro è dominato dal traffico: auto, camion, voci di persone. Ma se presti orecchio, tra questi suoni forti emergono anche voci più delicate: quelle degli uccelli.
Il merlo ad esempio, con il suo canto melodioso, riesce a farsi sentire persino sopra il rumore delle macchine. Attenzione a non lasciarsi ingannare però: al merlo piace imitare i suoni antropici, come le risate dei bambini, le suonerie dei cellulari o addirittura le sirene della polizia!
Oppure potresti sentire il passero, che con il suo cinguettio vivace, ci ricorda la vita sociale e affollata delle nostre città. È parte integrante di ogni colazione o aperitivo al bar, dove attende paziente qualche briciola.
Infine potresti riconoscere il piccione, che con il suo tubare pacato, porta una nota di calma e familiarità. È forse più di qualsiasi altro uccello il simbolo della città e della convivenza: per lui non c’è differenza tra una parete di roccia e la facciata di casa nostra.
Tutti questi animali si sono adattati perfettamente a vivere accanto a noi, condividendo i nostri spazi. La loro presenza ci ricorda che la natura non scompare, anche quando sembra coperta dal rumore e dal cemento.
Tuttavia la natura non è qui per caso: dipende da come trattiamo i nostri ambienti. Spazi verdi, giardini curati in modo sostenibile, alberi e siepi… sono tutti luoghi che permettono a questi uccelli di trovare rifugio e cibo. Ascoltandoli, possiamo chiederci: quanto spazio lasciamo alla natura nelle nostre città? E cosa possiamo fare, ogni giorno, per non soffocare queste presenze preziose?
