PODCAST BRESSANONE

 

 

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Con(tatto)


Il mio nome è Chiara, vivo a Bressanone e sono nata con le braccia che si fermano a ca. 10 cm. sotto il gomito. Nonostante ciò, ho scelto di parlarvi di tatto. Perché ho scelto proprio questo argomento? Cercherò brevemente di spiegarne il motivo. La mancanza delle mani non implica l’assenza del tatto.

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano e rileva vari tipi di stimoli.

Il tatto, mediato dalla pelle, è essenziale per interagire con l’ambiente, percepire la forma e la consistenza degli oggetti, il caldo, il freddo e il dolore.

Molte persone che non mi conoscono bene, si stupiscono di come riesco a scrivere, digitare sul computer, afferrare un bicchiere d’acqua senza farlo cadere, ma non pensano che anch’io, come loro, mi servo del tatto.

Tutti noi usiamo il tatto, fin da quando siamo nati, in modo meccanico e abitudinario e per questo non ci soffermiamo a pensare quanto sia importante.

I bambini imparano a conoscere il mondo attraverso il tatto, le mani, le labbra, il viso, ecc.

Mettono in bocca tutto quello che trovano non per mangiarlo, ma per esplorarlo, per conoscerne la compattezza, la morbidezza, ecc. diventando adulti usiamo il tatto in altro modo. Ad esempio, quando ci salutiamo ci diamo la mano, una pacca sulla spalla o sulla schiena, tenerci per mano, dare un buffetto sulla guancia o fare il solletico e se un bambino o una persona sono tristi, li possiamo consolare con una carezza, un bacino, un abbraccio.

Questo per noi è diventato naturale, quando lo facciamo, non ci pensiamo, usiamo il tatto e basta.

Tuttavia, recentemente, c’è stato un momento nel quale tutti noi, o quasi, ci siamo accorti dell’importanza del tatto: è accaduto mentre imperversava il Covid.

Ci è stato proibito di stare vicini, di abbracciarci, di darci la mano, di scambiarci una carezza. Le limitazioni che il Covid ci imponeva ci ha portati ad inventare un nuovo tipo di saluto: gomito a gomito. Per noi esseri umani il con-tatto è importante: interagiamo tramite esso, ci aiuta nella relazione verbale, ha importanti ripercussioni sulla nostra sfera emotivo-sentimentale.

Il tatto è fondamentale ad esempio per le persone ipo – non vedenti.

Per camminare si servono di un bastone, per tastare il terreno, evitare gli ostacoli che incontrano strada facendo.

Per riconoscere un oggetto hanno la necessità di prenderlo in mano, di rigirarselo tra le dita, di toccarlo, di percepirne la sofficità, la durezza, il calore e solo così riescono a identificarlo.

Attraverso il tatto, grazie alla scrittura Braille, sono in grado di leggere un libro da soli. Oggigiorno è più facile, perché ci sono gli audiolibri, che rendono loro la lettura più semplice. Sempre grazie al tatto, ciechi e ipovedenti oggi possono conoscere e apprezzare un’opera d’arte, in musei nei quali possono toccarla e, con le dimensioni, la forma ed altre caratteristiche percepirne la bellezza che prima non potevano apprezzare.

In questi tempi moderni usiamo sempre di più la tecnologia.

Tocchiamo i tasti del telefono, del bancomat, del computer. Chattiamo sui social o con gli amici, in poche parole ci serviamo del tatto.

Da quanto ho detto, risulta evidente l’importanza del tatto e nella lingua italiana, per alludere alla gentilezza e al garbo nelle relazioni sociali, chiama in causa proprio lui, il tatto: “avere tatto”! Accogliamo questo bellissimo suggerimento…

Per finire consiglio di abbracciare un albero per provare una bellissima sensazione di gratitudine, armonia ed energia sprigionata da un semplice gesto.


1. Benvenuti al Museo della macchina da scrivere!