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PODCAST BRESSANONE
Una città e le sue acque
Salve a tutte e a tutti, sono Emanuela e ho trascorso gran parte della mia vita adulta a Bressanone, tra famiglia, scuola – ho insegnato tanti anni – e attività culturali suggerite dalla mia irrefrenabile curiosità verso questo pezzetto di mondo. Della mia infanzia in pianura ricordo, in inverno, la nebbia umida e fitta che cambiava sagome e contorni, mescolando i colori delle cose. Il grande fiume che attraversa il paese dove sono nata, nei periodi di tranquillità scorreva silenzioso, ma ha avuto alluvioni che hanno provocato morte e distruzione. Ora sembra pacificato ma ha raccolto, lungo il suo corso, i veleni della nostra civiltà industriale e li ha riversati per tanto tempo verso il mare.
Al contrario, i fiumi di Bressanone, Isarco e Rienza, scorrono puliti ed apparentemente tranquilli, ognuno reggimentato da potenti argini. Le acque d'estate rinfrescano l'aria, mentre un po' più a monte, verso Novacella, una piccola spiaggia attrezzata è ottimo posto di sosta per riprendersi dal caldo.
A destra del fiume, duecento metri verso nord, all'altezza del Santuario di Maria Hilf, la zona è chiamata Zinggen. Qui, realizzando un piccolo bacino artificiale con le acque dell'Isarco, a fine Ottocento si era creata una piscina, usata per svago e igiene dai Kaiserjäger di stanza nella nostra Città. In quegli stessi decenni Isarco e Rienza, che avevano provocato disastrose alluvioni nel corso dei secoli, erano stati finalmente domati con la realizzazione di una confluenza più dolce, costruendo i giardini voluti dall'allora governatore del Tirolo, Franz von Rapp.
Le acque hanno tentato comunque di riprendersi il loro spazio, anche dopo i grandi lavori. Sono esondate a sud di Bressanone negli anni '60 del ‘900, allagando la cartiera ed anche solo qualche anno fa, lungo questo nostro itinerario, hanno investito un piccolo ponte pedonale: il cosiddetto Bombenbrücke, che allora aveva ceduto e dovette essere sostituito da quello attualmente in uso. Appena pochi passi prima, l'acqua di Bressanone, questa volta amichevolmente addomesticata, continua ad accogliere centinaia di persone nella piscina comunale Acquarena. Qui la trovi calda, fredda, persino salata!
L'acqua! Riesce a inventarsi isolotti di ghiaccio in inverno e sculture gelate sui rami lungo le rive. E poi... poi sgorga ininterrottamente, avviata da secoli alle tante fontane, e offre uno spettacolo per gli occhi: esce dalle bocche dei draghi di ghisa sotto la Torre Bianca o dalle decine di semplici cannelle delle più antiche fontanelle che trovi lungo tutta l'area della Città. Zampilla, con suoni leggeri ma sempre diversi, e gocciola ritmicamente creando cerchi e cerchi nelle vasche che la raccolgono.
Nelle ore calde della bella stagione bere ad una fontana è la cosa più soddisfacente del mondo: se raccogli l'acqua tra le mani, fredda com'è anche in estate, ti gela le dita. Poi la bevi e la frescura quasi quasi ti intorpidisce la gola. Se riempi la borraccia, le pareti si appannano per la frescura. Tante fontane e tanti gusti diversi di acqua. Io ho la mia preferita! E voi?
