Promoting Landscape, Accessibility and Culture for Experiential and Sustainable Tourism | ITAT-46-019 | PC Interreg Italia-Austria 2021-2027
SILENTPLAY TARVISIANO
Via Romana
Stiamo passando davanti al panificio Svetina, che è il più antico di Tarvisio e produce da più di 80 anni i Krampus di pane dolce. Sono dei panini, hanno dei tagli particolari per trasformarsi in un piccolo Krampus di pane, con tanto di lingua, di occhi con uva passa e di bacchette infilate nella mano. Sono preziosi, un lavoro molto importante. Questi piccoli panini vengono regalati da San Nicolò e dai Krampus ai bimbi durante la festa di San Nicolò e i Krampus e servono ad addolcire la paura e l'ansia o anche soltanto l'eccitazione del momento.
Da qui in poi risaliamo lungo la via Romana, che è la più antica strada di Tarvisio, la vera strada principale - la via Roma è arrivata dopo - è una strada più stretta, molto affascinante. Dal lato sinistro ha il bosco e al lato destro delle antiche case, tra cui la famosa farmacia, che ha dei racconti ambientati in epoca austroungarica. Salendo si trovano altre antiche locande, la casa forestale, che è un palazzo antico e molto importante, perché la foresta è il bene più prezioso della valle, è il più seguito e il più curato.
Ma da lì si entra in un bosco fantastico, che oggi si chiama Parco Cervi, un bosco misterioso da cui escono i Krampus, il 5 dicembre. Questi Krampus hanno le fiaccole, hanno dei grandi campanacci, hanno delle catene legate, hanno delle fruste in mano. Non parlano, grugniscono, scampanano e corrono. Tutto questo crea un brivido lungo la schiena a chiunque si avvicina, anche uno che non ne sa nulla e anche uno che è preparato; e si buttano giù per la discesa per approdare nella via Roma e nella piazza. Qui si incrociano con gli altri Krampus che risalgono dalla parte della cosiddetta Tarvisio Bassa e ne fanno di tutti i colori lungo questa strada, con ali di pubblico in estasi, estremamente eccitati, con grandi scalpiccii di bimbi che corrono. "Arrivano, arrivano! Aiuto. Ah, belli! Che belli! brutti sono questi Krampus!" è la frase più sentita. Rincorrono i ragazzini più grandi, quelli diciamo dagli undici ai diciotto anni, perché questi ragazzini li sfidano e fanno dei salti acrobatici e sghignazzano e urlano. E questi Krampus con maschere pesantissime, con catene, con campane, devono avere questa incredibile capacità di rincorrerli e di prenderli - non vedendo nulla, credo, ma è un momento magico, quindi non dimentichiamo che i veri Krampus in quel momento sono entrati nei loro occhi e li stanno guidando. E di fronte a tutta questa caciara, questo rumore, questa cosa che si coagula al centro della piazza antica di fronte alla chiesa, ecco che si aprono le porte della chiesa ed esce un fantastico San Nicolò, bello, imponente, con una grande barba, col suo pastorale, il cappello e il mantello e il libro fatato dove lui sa tutto di tutti i bambini. E spesso è seguito da un'angelica fanciulla, con tanto di ali e di abito bianco, che trascina un cestone pieno di questi famosi Krampus di pane dolce. Questo bellissimo San Nicolò abbatte il suo bastone a terra e d'improvviso cala un silenzio totale nella piazza. E’ un momento incredibile.
