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SILENTPLAY TARVISIANO
Piazza e cimitero
Vi trovate nella piazza principale di Tarvisio, dove nel '14 si sono radunati i soldati della Caserma Franz Joseph di Tarvisio per partire per il fronte russo. Agosto '14 partono per la Galizia; la maggior parte dei caduti della Val Canale, della nostra zona, quasi tutti sono morti in Galizia. I giovani diciottenni, ancora adesso nei monumenti, nelle targhe ricordo che ci sono non in tutti i paesi ma in alcuni paesi della Val Canale, si leggono le date e sono morti nel ‘14. Noi italiani siamo entrati in guerra l'anno successivo, nel '15, e Tarvisio è stata quasi subito, nel settembre del '15, bombardata dalle linee italiane, con danni alla chiesa, alla torre medioevale, agli alberghi dei dintorni, perché probabilmente miravano alla caserma della Forestale, che sulle carte era una caserma militare. Questo è un fronte che è meno famoso rispetto ovviamente alle Dolomiti o al fronte del Carso, però anche questo fronte è stato importante. Era un fronte di montagna, le nostre montagne non sono altissime, ma sono severe quasi quanto i 3000 metri del Trentino. Il confine era più o meno a venti chilometri da qui, a Pontebba, tra Pontebba e Pontafel, un paese diviso in due, appunto da sempre, confine tra due popoli. Però poi risaliva per la dorsale che divide la Val Fella dalla Val Dogna, e quindi si spingeva più vicino alla zona di Valbruna. Alla fine della guerra, non immediatamente nel '18, ma dopo varie discussioni, decisioni su dove fare il confine, Tarvisio diventa italiana come tutta la Val Canale. E' un confine, quello di Coccau, che viene ufficializzato nel '21, mi pare, ed è un confine militare. Il luogo è atto a una difesa, una difesa: è il punto più stretto della valle; non è il confine geologico. Avremmo dovuto fare il confine tra Valbruna e Camporosso, dove c'è lo spartiacque che divide appunto due zone geologiche, no. Scendendo dalla piazza verso Tarvisio Bassa il fiume che vediamo alla nostra destra, il Bartolo, va nel Mar Nero. L'acqua va, guardandolo, verso sinistra e dici: "Ma come, prima di Camporosso andavano dall'altra parte". Lo spartiacque divide questo: il fiume Fella finisce nel mare Adriatico, il torrente Bartolo, che poi finisce nello Slizza e va nel Gail, alla fine arriva nel Danubio e finisce nel Mar Nero.
È stato creato un percorso didattico, un parco tematico, nella zona della Val Saisera dove, grazie anche al Consorzio Promozione Turistica, la Promo Turismo FVG, faccio delle visite guidate per i turisti, estate e inverno; inverno con le ciaspe, se c'è la neve, d'estate senza. È un percorso facile, adatto a tutti. È stato creato apposta perché chiunque possa venire a vedere i resti della Grande Guerra, che ci sono anche in fondovalle. Troviamo gallerie, bunker, trincee, in parte rimesse a posto, ma la maggior parte sono state lasciate così com'erano. E poi lungo il percorso ci sono dei pannelli che spiegano con foto e testi quello che c'era lì ormai 110 anni prima.
