Promoting Landscape, Accessibility and Culture for Experiential and Sustainable Tourism | ITAT-46-019 | PC Interreg Italia-Austria 2021-2027
SILENTPLAY VICENZA
Comunità
Concludiamo il percorso tornando verso il paese e la sua comunità
È un paese piccolo, però è molto ricco, di passione, di cultura di solidarietà. Si manifestano in tanti modi, per esempio passeggiando per le stradine del paese e si incontra Irma, che è una signora anziana con le sue amiche che passeggiano, e adesso magari no, ma qualche anno fa si alzavano all'alba, andavano a raccogliere le erbe che sapevano loro e dopo facevano gli sciroppi per i nipoti, facevano un po’ di tutto. Queste signore si trovano a giocare a carte, si aiutano, addirittura se uno sta poco bene, si trasferiscono una casa dell'altra, ma per mesi interi, nel senso proprio una cosa di cuore. Una di queste era la nonna Silvana, che era un po’ la nonna di tutti, che teneva i bambini suoi nipoti, i miei figli, insegnava a cucire, insegnava a fare tante cose insomma. La nonna di tutti. Dopo abbiamo scoperto che accoglieva anche persone in difficoltà, appunto si trasferiva a casa di questo o di quello. Una persona molto generosa. Poi in paese ci sono anche i bambini. Ce ne sono parecchi, perché tanti sono tornati a vivere, magari nelle case dei nonni, hanno comprato la vecchia casa di famiglia, e quindi ci sono parecchi bambini che girano tutti insieme con un papà a turno, più o meno, che li rincorre e sono bambini abbastanza vivaci e selvaggi. Però sono felici. Loro girano, vanno nel bosco. E poi ci sono adolescenti, i ragazzini del paese vanno a pesca, vanno in barca, aiutano i genitori a fare la legna, a fare l'orto. Però amano queste cose, si appassionano del posto dove abitano, vanno a fossili, vanno a castagne, conoscono i posti segreti, sono ancora dei ragazzini legati al proprio paese, al proprio lago, insomma. Poi ci sono sempre abitanti del paese fantastici che si danno da fare in tantissimi modi. Allora c'è Antonio che ha dedicato tutta la vita a proteggere questo lago. C'è Riccardo che adesso cerca di aiutare i rospi a fare le loro migrazioni e c'è Giovanni che va a fare le foto tutti i giorni. C'è Martino che ha deciso, pur laureato, di tornare a fare il falegname. Poi c'è Marco che coltiva i terreni della famiglia in modo sostenibile. Quindi tante persone che vivono al lago e lo conoscono e vogliono difenderlo. Abbiamo un piccolo tavolo di lavoro, lo chiamiamo noi, dove ci troviamo e cerchiamo di capire cosa pensano al di fuori, cosa vorrebbero fare nel nostro lago e cerchiamo di farci ascoltare se possiamo, Ah beh, poi c'è la cena di mezza estate. Ci siamo inventati una specie di sagretta, però proprio fatta tra di noi e quindi chiudiamo le strade del paese. E allora ci sono i Nicola che fanno le pizze per tutti e ognuno porta qualcosa, mettiamo le luci e siamo lì anche fino all'alba. Noi ci sentiamo un po’ invasi, i fine settimana, ovviamente, quindi il fine settimana noi siamo a casa, chiudiamo le finestre, sopportiamo un po’ male tutte le moto, le macchine, tutta questa gente che passa. Più che altro perché non possiamo uscire, anche portar fuori i bambini. I miei sono grandi, ma mi ricordo assolutamente no di sabato e domenica farti un giro in bici da solo, perché non è più possibile. Vorremmo poter vivere anche noi i fine settimana, possibilmente in qualche modo, magari chiudendo le strade del paese. Non lo so. Qualche soluzione ci sarebbe forse da trovare. Il modo giusto per guardare il lago e mettersi un attimo nei panni, secondo me, anche degli animali e delle piante che ci vivono. Il silenzio sarebbe la cosa essenziale, il modo giusto di guardarlo sarebbe quello. Quindi bisognerebbe capire dove lasciare spazio, ma che sia veramente uno spazio per i veri abitanti del lago, quindi uccelli, anfibi e anche gli abitanti. Magari in qualche momento. E uno spazio invece per una fruizione che però sia rispettosa e che apprezzi anche la fase di vita che sta vivendo questo lago. È vero, probabilmente diventerà una palude, però dal punto di vista naturale non sarà un disastro. Per la natura non è un disastro, per la natura, no.
